ho perso più battiti per te
che treni per Roma,
e mi sono innamorata
di braccia troppo esili per stringermi
e nei che mai potrò unire
con la punta di un dito.
i mignoli si sfiorano
e gli sguardi si evitano
quando le tue lenti mi rimandano indietro
le mie pupille dilatate,
le mie occhiaie,
che stanno meglio a te e
una sfumatura                                                              di verde,                                                                        che in realtà                                                              non mi appartiene.

Spotify

E sto ascoltando Zack Villere,
che non so chi sia,
ma non lo sai nemmeno tu,
così sembro più acculturata,
più interessata.
Ma interessata a cosa? Interessata a chi?
Sono interessata a te o alla tua musica vecchio stampo?
A te o al fatto che suoni il basso 
e che nel tuo gruppo a nessuno frega davvero un cazzo di come stai?
Sono interessata a te o al “Discover Weekly” che ti propone spotify? 
Sono interessata a te
o ai complimenti
che non ti freni mai dal trattenere
sui miei vestiti, i miei sorrisi,
le mie venti sfumature di rosa,
le mie prime Vans,
il mio ukulele,
la mia imbarazzante
musica di nicchia?

Balena

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Balena mi inghiotte,
si è distratta perché nuota innamorata,
per questo io non ho paura.

Luna mi soffia dentro,
anche se non guardo i calendari,
io la sento quando sorge.

Mio faro,
misterioso palcoscenico,
soffusa è la luce, sempre

dolce

mi accarezza.

Kardiè

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Il sonno non mi basta
e nemmeno l’amore.
Mi chiedo come ha fatto Mary S.
a tenere quel cuore in polvere
nascosto in una busta,
in un cassetto,
quando ancora era così fumante.
Mary dovresti insegnarmi,
come tenere quel cuore in busta,
carta da zucchero,
dovresti insegnarmi,
quando la Luna sorride storta
e le stelle mi dicono,
“Lo vedi, che sei ancora qui,
con questi occhi spalancati
come pozzi?”.
Insegnami,
Tetlazi Kardiè.

Vento

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Sono in alto,
dietro il vetro,
dell’elefante blu.
È mattina presto,
quella fredda che ti scompiglia,
come una foglietta secca,
che ti soffia in tutti gli angoli,
che ti fa sfuggire i ciuffi rossi dal cappello.
Voi siete corpi antichi,
svolazzanti capelli nuvole bianche,
camminate piano,
perché le gambe sono fatte di vetro.
Fate piccoli, piccoli passi.
Lei ha una sciarpa rossa,
Lui ha un cappello blu.
Piccoli, piccoli passi, nel vento.
E poi un bacio, lento.

Testaccio

Ho un monte Testaccio in questa mappa del corpo
si colloca qua,
tra la gola e il cuore,
poi prende uno spazio circolare
che ogni tanto pulsa,
raccoglie,
assorbe.
Dentro ci sono molle rotte,
cavi bruciati,
millenari cocci di terracotte.
Tutto ciò che più non contiene,
che più non si folgora,
che più non cattura la spinta.
Ma
il monte cresce, cresce,cresce.
Vibra e pulsa, ingoia e succhia,
inerte cattura,
accumula stratificazioni,
millenarie,
Anime.

Acciughe

L’isola mi ha dato un tuffo in un mare di sale blu,

il vento mi ha avvolto, mi ha preso, mi ha lanciato contro le rocce,

ed erano aguzze, e avevano occhi fatti di ricci aggrappati.

Mi lancio in avanti, ho detto, il mare mi prenderà,

mi porterà giù,

così potrò sentire ancora il mio cuore.

Salto.

Apro gli occhi e sono dentro una sinuosa bolla di acciughe,

si muovono come una argentata sfera, sono linee aguzze e vitali.

Hanno centinaia d’occhi fatti di luce riflessa, energia del vento che trascina,

che soffia forte e mi dice,

Bellezza.

Origami

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L’amore è fatto

di tante fondamenta

che devono intrecciarsi

come un origami da giganti,

questo perché l’assenza non sia da curare

con una croce rossa.

Biglietto Rosso

Un esperimento di silenzio

Un esperimento che non deve essere sperimentale ma un giuramento.

Giuramento di silenzio.

Che devo lasciarti libero di innamorarti di un’altra, delle altre, e poi sei un uomo.

Un uomo vascolare e mica puoi ancora rimandare, tenere sotto chiave, devi deflagrare

Quindi io do il mio benestare, benestare perché tu possa deflagrare verso qualcuna, qualcosa, che non sia io, che sono una proprietà remota altrui.

Nebulosa tossica eppure miele nero.

Torni da me.

E io mi chiedo se fossimo nudi, l’uno davanti all’altro, cosa faremmo. Staremmo immobili a studiare silenzi, non riconoscendo la mappa delle estremità.

Oppure per coprirci dalla vergogna di essere così senza sovrastrutture, ci avvicineremmo, per farci scudo, l’uno con il corpo dell’altro.

“L’amore non finisce” ti ho scritto nel biglietto rosso, l’amore si trasforma.