Trovo appetitosa
l’ambizione di arrampicarmi verso la vetta
dell’Annapurna suprema
e pure
sorseggiare con gusto
il sangue frammisto ai sudori,
succo della stretta morsa
dei miei carichi.

Eppure
di rado, la bruma
confonde le mie linee di forza
affievolendo il polso.
Così non mi accorgo di non trovare più nulla.

E se sovvenire potrebbe
quella velata linea alle mie spalle,
quel  mio compagno di via,
una sola ed unica voglia mi insemina

la ripugnanza per le nostre somiglianze
di caratteri lenti,
tentennanti,
indolenti

delle quali così mi libero
e proseguo.