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Sospiri

Fa sempre strano ritornare a sera.
Una sigaretta si accende da sola,
scintilla nell’ultimo lampo di rosa.

L’autunno reagisce ai suoi tristi colori
e un poco assomiglia all’estate
fra dolci ricordi e molti sapori.

Eppure mi ritrovo grigio crogiolo
di speranze appassite
da un autunno più interno, senza tempo.
Cicatrice di passioni: vecchi rumori.

Sbiadisco nel freddo ventre di madre natura
come un mazzo di fiori fuori stagione,
che aspetta di essere buttato
per far spazio a nuovi colori.

Se solo potessi partire, andrei lontano
ma da me. Onde capire se
il cambiare aria sia solo un pretesto
per almeno provare a cambiare se stesso.

Un altro giorno se ne va: un altro fantasma
da sopportare. La sigaretta ha già sorpassato metà
e non ha più niente da soffocare.
Fra le tante, restano solo un paio di certezze:

Mi sono accorto di aver fumato
soltato all’ultimo tiro.

Mi accorgerò di aver vissuto
soltanto all’ultimo respiro.

Perle

Neppure un’orma resta dei nostri passi,
delle nostre voci non risuona la valle,
eppure son sicuro che le onde ricordano
così come il bosco ricco di odori
e le vette scalfite da quel vento infinito.
Quel vento freddo che ci fece tremare
per farci abbracciare.
Ed è stato come baciare dio.
Ed è stato come un non arrendersi
ad un eterno perdersi.

Ogni volta che il mondo odora di mare
rimando ciò che devo fare
per perdermi nel dolce ricordare
quel cielo di stelle,
quel cielo di perle
che ti adornarono il viso
in quelle notti
ormai perse.

Riflesso

Guardo il riflesso del tuo viso
sul finestrino, che si confonde
con l’orizzonte e con la pioggia.
Guardo di nascosto e leggo
quei lineamenti che sanno
di colli al tramonto,
di libri proibiti.

Guardo di nascosto e mi sento
come un ladro
che cerca di rubare
il tuo tesoro
più prezioso,
il tuo sapere
più privato.

Ma cosa succede realmente
dentro di te?

Non lo voglio sapere.

Voglio solo che tu rimanga
un quadro perfetto
riflesso in un vetro,
un dipinto appeso in un museo
fatto solo di ricordi.

Rimorsi

Riposi fra i papaveri rossi
come ciò che indossi
rossi
come i tramonti
che ormai

mi ricordi.

Bramosia

Ricordi che pensavo sommersi
li ritrovo adesso dispersi
nel vento di un treno che passa
portando con sé un’altra stagione.
Osservo i freddi binari, bagnati
dal desiderio di fuggire oltre
le orme di questa vita, oltre
le indicazioni che la mascherano.

Bramo un sentiero ardito,
smarrito in un bosco arcano.

Dietro ogni albero l’infinito,
davanti l’orizzonte che muore
vestito di un rosa assopito.
Nel cuore solo tu: il miraggio
che muove di vita ogni mio passo.
L’intera esistenza non mi importa
se sarai la quiete
dopo il mio lungo pellegrinaggio.