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L’effetto che mi fai

Vicino a te

perdo la testa.

 

Lontano da te

perdo il cuore.

Lavoro sprecato

Anni trascorsi

di illusioni e delusioni

a fabbricare meticolosamente

questa corazza di ferro

su misura per il mio cuore.

Ma poi bastano i tuoi occhi di cielo

e il ferro diventa cristallo

che inesorabilmente

ti lascio frantumare.

L.

Tu eri per me la speranza

-falsa-

di provare ancora emozione

-vera-.

Iridi

Come quando sono ubriaca

e c’è la musica a palla

e intorno il caos

e non capisco un cazzo.

 

Così, quando mi guardi negli occhi.

IO

Pensavo tu fossi

il filo di Arianna

nel labirinto della mia vita,

ma poi ho capito

che quel cazzo di filo

dovevo essere io

e soltanto

IO.

Indigestione

Ti avevo scritto poesie d’amore.

 

Poesie di caramello e cioccolato

di miele, panna e zucchero filato.

 

Ma poi ho fatto indigestione.

 

XVIII.

Tu eri tutto quello che volevo,

io ero tutto quello che non ero.

 

Fragile effimera farfalla

in un bozzolo d’amore

attendendone la schiusa

per volare altrove.

Escursionismo

Inerpicandomi tra i tuoi pensieri

mi smarrisco nei sentieri della tua mente

tra percorsi sempre nuovi

che ogni volta hanno

lo stesso piacevole mistero.

E il desiderio di perdermici

ancora e ancora

affossa la bramosia

di raggiungere la vetta,

perché il panorama sgombro di nubi

è di una banalità disarmante

in confronto alla pienezza impetuosa

con cui questo cammino

mi rinnova l’anima.

D.

All’ombra della grande quercia,

tra sguardi fugaci e timide carezze,

la quiete dell’anima

osservando attentamente

le delicate discromie

delle tue verdi iridi,

divenne fuoco imperituro

di quella gialla estate.

 

Empatia

Poveri noi

condannati

a sentire un po’ di più

a vedere un po’ più in là

a soffrire un po’ di più.

 

Poveri noi

destinati

ad indossare sofferenze altrui

prese in prestito

e mai restituite.

 

Nella prossima vita

toglieteci l’amplificatore dall’anima.