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Atto II

Brucia il tempo
mentre, senza volto,
mi guardi
e mi crei

Mi isoli in un luogo d’ombre
carneficina d’anime
Mi avvolgi in illusioni irrisolte
sei rifugio d’apnea

Tormenti sconsacrati alla fioca luce d’una candela – ride
Masochismo bohémien

sarò cenere, rigurgito di bile
oh, il sapore del peccato sulle tue labbra dolci

A S.

Atto I

Sei entrato dalla finestra
abbattendo ogni muro
Sei stato uragano

Mi hai travolto e intrappolato tra i tuoi artigli da cane randagio
Nel vortice delle tue angosce hai strappato ogni lembo della mia pelle
Mi hai lasciata livida ed esanime nel tuo nido di desideri e paradossi
Mi hai soffocata tra le tue grida di gioia e dolore
Assaporavi i miei occhi bisognosi, cibandoti di attenzioni non richieste
Godevi guardarmi crogiolare in una pozzanghera di illusioni, mentre annaspavo per restare a galla fingendo di non toccare terra

Sono svago al tuo tormento
Sollievo del tempo

Hai stretto la mia gola fino a non farmi più respirare
mentre piangevo
mentre venivi
e mi piaceva
Pensare che avessi bisogno di me
per raggiungere una vita, quiete dei sensi

E poi ti abbandoni tra le mie braccia,
anima spezzata, debole e fragile,
cerchi rassicurazione sul mio seno

E allora ti guardo e ti bacio ancora

A S.

Il corpo e il calice

Mangiate il mio corpo
Bevete il mio sangue
Succhiate via ogni mia linfa vitale!

Frutti marci di una società depravata
Vi cibate di nullità
Godete del supplizio dei vostri simili
Ricercate l’orgasmo proibito
Ciechi, vi dirigete verso una conclusione vacua

Vi offrite in sacrificio alla noia
Esistenze intangibili, vane
Vagabondi di arido fermento

Tenetemi e prendetemi tutti
che io sia per voi un privato momento d’appagamento
Soddisfazione alla vostra vergogna
Esterno ai vostri essere assenti