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non è più poesia

a scrivere
sono peggiorato tanto:
scrivere quello che penso
è sempre più complicato
di quello che penso.
il problema è scegliere tra i pensieri!
così tanto da ragionare
è così tanto intrecciato nella mente
che si perde in niente!
è inchiostro nero su foglio nero:
sempre uguale.
ma i pensieri restano,
incastonati sul foglio
donandogli valore –
per chi vive di vino
chi si ricorda bambino
si perde in un prato
e cade
lontano

ho giurato di scrivere solo poesie politiche e sono un ipocrita per questo

ma ne sentivo il bisogno.

e vaffanculo anche a me, che ne voglio solo una
una buona motivazione? ma la sala d’aspetto è piena di emozioni e sarebbe il turno di un vecchio signore:

volevo dirle che sto male per questo
che ad ogni sigaretta sono Zeno
so che fa male dentro e t’ammazza lento
mancherei volentieri di zelo
ma ciascuno di noi è spaventato
di valere pari a zero
poi ho sentito la fine,
una possibilità di uscire dall’anonimato
ed è andata via – luce di un sogno della quale non realizzi mai la presenza –
acqua salata ch’è bella
ma disidrata, voglio seccare?
– paradossale circolo vizioso di domande
e risposte implicite mai ragionate ad alta voce –
dovrei parlare più con me e meno di me
vorrei pensare come te e a meno se
vorrei chiudere di più gli occhi
ma sarebbe ancora lì
quella bellissima sigaretta
e ne sentirei ancora il bisogno
come sempre

Prep te pep

Odio MeP

il movimento

come corpo d’animale
senza capo né coda
perennemente in movimento
tra petali di rosa
ci vorrebbe un cambiamento
per comunicare qualcosa
un lamento

meow

Ce piace scrive tanto
ma alla fine è solo un verso

Seguimi

l’Arte è il colore dei tuoi occhi sopra questo verso
se non capisci, non importa, fa sempre lo stesso freddo gelido
questo è l’Ambiente che ti dedico
il Foglio lo Specchio
affacciati e dimmi se vedi lo stesso sogno autentico

Specchio Riflesso
come un Gioco da Bambino che non ho mai perso
Inalberandomi a Rancore a cui mi tessero

ogni cosa dica c’è sempre un però
spero di farti capire tutti i dubbi che c’ho
da sopra l’albero ogni foglia è finita
infinita è la foglia che al tuo sguardo vibra

 

stellare l’urlare bestemmie
all’arare del mondo sulla tua pelle

i contorni miei
sentono la chimica
come estensioni della mente
in un legame invisibile
ch’è ora e intensamente
m’avvolge
in piccolissima solitudine
d’infinito cosmo, le orge
del mondo risplendono
in tachicardia perenne e soffocante
al soffocare la fame di spazio
subisco ansia
collasso

5 am

sole le piazze
ancora
si fanno vivere
in secca
si fanno bere
le colazioni che fanno bene
dal palco
gocce di sole
fanno rumore
al ritorno dalle sòle di fornaio

sole le piazze
ancora
si fanno vedere
letto degli occhi

è indicarti il muro più lontano della stanza
perché più comodo, senza nemmeno
mettere a fuoco di volere
l’olio di palma solo ora
che sai che c’era
mentre il suolo
che so ch’è cera
si scioglie
in grotta verde di smeraldo