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Fratello

prima d’addormentarmi

rotolo nel prato fiorito dell’immaginazione

mi proietto in una stanza insonorizzata dove esisto e parlo di me

mi permetto di dire

io

io

io

sì sì

io io io io io io io io (fino alla distorsione)

ansimante porto in bocca la fame di mondo

sconvolgo i piani

sbatto l’eco del mio ego

lungo pareti soffici

cui lascio assorbire

l’esasperato bisogno di vita

Abbracciata

nella spirale iperbolica

faccio scorrere le articolazioni nel prato fiorito drenaggio dell’animo

ora l’ombelico spinge verso il basso le spalle sono ben aderenti a terra

ora pedalo così veloce che il freddo sale tutto insieme le narici mi bruciano

e mentre mi prostro

alla fluida

nuda

reversibilità

l’io insaziabile

schizza

fuori dal margine dei fogli a disposizione

assente dai limiti

perdo ovunque i pezzi

e del mio essere non restano che frammenti in sospensione

fuori controllo

nella segreta dimensione

dei sogni congelati

St. Petersburg

Sento le vibrazioni della solitudine sento il febbrile attaccamento alla vita –

in ogni altrove

penso alla rivoluzione

non di sangue ma d’amore –

un rosso prosciogliersi di calore

brucia il sacro confessionale

rigurgito di un costrutto sociale

ballo fino a fare a pezzi il peccato originale.