N.42



Psiconautilus

[039.364]

1. Il pennello da barba che spalma la schiuma sul volto
2. Al telegiornale, l’uragano che minaccia New Orleans di nuovo
3. La luce dell’alba che attraversa in diagonale la stanza
ma che dal riflesso del vetro sembra quasi un tramonto
4. Da qualche parte nel condominio, una doccia che scroscia
5. Occhi grigi allo specchio che cercano una risposta
6. La mia donna che mi parla della vita di gente famosa
7. Lentamente, sentire il ritorno d’una paura morta e sepolta
8. I discorsi che faccio e che nessuno (neppure lei) ascolta,
nemmeno tu, su questa pagina brutta di contenuto e di forma
9. Questo silenzio che si sente di colpo nel vuoto della memoria
10. Un messaggio al telefono che attende ancora risposta
11. Il pianto d’un bimbo da un appartamento che sale e rimbomba
12. “Ci sono momenti come questi, che vanno e si perdono
e noi ce li abbandoniamo dietro, senza ansia, né colpa”.
13. Poi, inspiro …
fermo questa lista, risciacquo il rasoio
e ho solo voglia di gridare, dare il via a una rivolta,
rinunciare a comode distrazioni, spaccare il cellulare.
Per un secondo mi tendo, spingo le dita oltre il tempo
e mi vedo come sono: un fuoco imbrigliato, un adulto compito.
Una creatura che si ripete ogni giorno sempre uguale,
una bestia ingabbiata fra social, lavoro e illusioni di protesta.
14. … espiro
15. Il deodorante sotto le ascelle, il dopobarba sul volto
16. Mentalmente riportare tutti gli impegni del giorno
17. Troppo da fare, tralasciare l’amaro, smettere di pensare
18. Da fuori sentire arrivare un altro giorno balordo