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Felici

Ho affondato lo sterno nella maionese
Ora mi calma solo il vento del naviglio pavese, dormire e pensare alle spese
Era per riuscire a mangiarmi solo parole e sigarette
E riuscire a vergognarmi di quante ne ho spente

Quella brina sull’acqua era destinata ai campi
Nuotando nel ghiaccio sono arrivati i crampi e tanti
Il naviglio è sempre lo stesso, lo riconosco
È solo il tempo che è diverso

Non ripago o cedo memorie altrui
Finché non sorge il sole sono tempi bui
Finché l’acqua scorre o faccio rime con alici
I passaggi passati sono solo tempi

I campi intorno Torino visti dal treno

Impiegheresti i tuoi tictoc,
affiancando un lago di pesca sportiva,
aspettando quello che ti sei promesso.

Riguarda il progetto,
ormai alla deriva,
di vivere una vita viva.
Tieniti forte, tieniti stretto,
senza cominciare
mai,
adesso.

Sarebbe meglio non aspettarsi niente,
così non diventerà evidente,
il risvolto elementare:
che hai messo solo toppe al salvagente,
invece di essere un vero bagnante.

Per nessun essere a venire

Lo scopo è scoprire.
Scopare a volte è solo scappare.
Perchè, a quanto pare,
oppure
perchè, semplicemente appare.
Tramite il vedere
lo scopo è sembrare,
un distacco dal sentire
che è più facile dire.

Se non uno
solo
sotto le lenzuola.

Speciale

A chi non ha visto mai la neve:
A chi non conosce il rumore del mare:
A chi non ha mai volato:
A chi non conosce l’egiziano:
A chi non ha mai ballato:
A chi non sa cos’è un app:
A chi non ha passato un secondo in metro:
A chi non ha mai fatto sesso:
A chi non servono i semafori:
A chi non ha la patente:
A chi non conosce il sapore delle polpette:
A chi non si è fatto domande oggi:
A chi non è presidente di uno stato:
A chi non ha uno stipendio:
A chi non piace il wasabi:
A chi non ha figli:

Sapete quante cose non ho mai fatto io?

Rotta #108

Con la frutta che cresce in strada
o quello che ci basta per sorridere.
Il silenzio, sul morbido,
non deve essere sempre asciutto.
Un aggettivo, nel mucchio,
non può descrivere sempre tutto.

Una volta che il culo trova la quadra,
quando basta il microonde
e incredibili risparmi
su quello che è danaro.
In tempo sul silenzio d’oro,
il maltempo bagna anche l’alloro.

La prigione estetica,
l’erba medica
e i sogni da bambino.
Quando sono i clienti
e quando sono i prezzi
ad essere scontati
o ad essere svenduti.

La pelliccia del lupo riscalda bene
e nessuno può gridare così forte.
Dovevi farlo prima
quando la vita ti sembrava la morte.

QT2

Tutti i muri in silenzio,
soffi zitti come i soffitti da guardare.
Lo spazio disteso in azzurro,
cosa che le nuvole non vogliono fare.
I cinguettii nei messaggi vocali,
ed un asfalto speciale su cui viaggiano gli odori dimenticati.
Chi rovina si lascia guardare,
sarà colpa delle auto che si lasciano guidare,
trovate le scuse, le cartine o un cane.
Li fuori da solo è speciale,
fatto un tuffo scendiamo,
risaliamo e respiriamo.
Il grigio, tornerà a vincere
perchè non distinguiamo.

Mimento

Tutto inizia per scherzo
e c’è chi dorme sereno!

Mangiavo il vento del mare,
dedicavo canzoni e approfittavo del sole.
Tu che lo hai liberato, spento e mai ascoltato.
Ci limitano le libertà
che ci liberano solo a metà.
Prometto che non lo posso sapere.
Come ci liberano certi recinti
che ci rendono convinti.

Se tutto il tempo arrivasse ora,
il cielo sarebbe bianco e
mi troverebbe stanco.

Bianca anche la notte.
Stanco anche di notte.
È cosi difficile immaginare?

Clac

Ci sono cose che fanno rumore,
nella mia stanza.
Ci sono rumori che fanno cose,
nella mia testa.
E se quelle cose sono paura,
prima che ognuno riesca,
a distinguere i suoni
nella tempesta.
Quei rumori sono natura
che è sempre la stessa.
Da distinguerne i toni
come fosse un’orchestra.

Equipollente

Se allungassi la notte
potrei vivere di più.
Senza rubare ore ai giorni
o rimandare tramonti.

Se dimenticassi le cose
potrei ridere di più.
Saprei di più su un mare
ma non di ogni fondale.

Ci sono cose che non faccio
e cose che non sono,
cose che io faccio,
cose che io non sono.

Doppio senza

I colori lasceranno il mantello.
Seguendone le forme,
per ogni ritmo.
Ci importerà solo delle creste delle onde,
in mezzo a tutti quei nomi.
Sì riconosceranno dalla voce,
anche senza luce.

I suoni occuperanno il volume.
Con tutte le sfumature
tra ogni riflesso.
Catalogati per calore,
fra le mille pressioni.
Dove quello che senti,
Non si può riprodurre.