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Io non mi fido di te

“Io non mi fido di te”

Questo mi hai scritto ieri.

Pensi che sia tornato

per riavere il tuo corpo

per essere nuovamente cullato dai nostri riti

perché è arrivato l’autunno e si starebbe di nuovo bene in macchina adesso…

Mi hai rimproverato

di averti messo da parte con fare egoista

quando ad essere partita

gridando

“Voglio essere liberaaaaaaa….” sei stata tu.

“Non temere”, questo vorrei dirti.

Non sono qui

per tornare dove eravamo,

chi eravamo

se non è quello che vuoi…

Sono qui perché ho bisogno di quella fiducia.

Sapere che tutte le cose belle che mi hai detto

le pensavi e le pensi ancora.

Che aldilà della rabbia,

della delusione del momento,

non ti sei sbagliata su chi sono.

 

Io so chi sei..

 

Porto il tuo braccialetto rosso al polso per questo.

Non porto il simbolo di una bugiarda

o di una opportunista.

Io so di portare la catena più leggera del mondo,

un filo rossoamore che mi lega a te

anche quando non ci sei

come se ogni filo fosse costituito dai baci, dalle carezze, dalle parole, dai fiori, dagli sguardi che ci siamo scambiati in questi mesi.

Io ho avuto paura di stare male

ma non ho perso fiducia in te

in noi.

 

LaPizzi2807!

Non sei più la mia password

“””Ci sentiamo domani…”””

“””Ci sentiamo domani…”””
ma non scrivi buonanotte…
Arriva puntuale il mio “buongiorno” e tu sei lì ma non rispondi.
Vai in riva al mare presto
sei sola
e il suono del mare è ipnotico e calmante;
lo fai sentire a tutti
ma non scrivi niente.
In testa mi risuonano le dure parole di ieri,
la sfacciataggine con cui mi hai detto
con quali intenzioni (ri)partirai…
Siamo al capolinea.
Partiremo in direzioni diverse
e non siamo bagagli necessari.
Ho riflettuto in queste ore
e in fondo hai ragione tu:
eravamo amanti
ognuno con la sua vita da conservare.
Adesso che ti sei “liberata” da un legame di sofferenza
che ci fai con quest’altro vincolo addosso?
Con questo braccialetto rosso che ti stringe il polso?
Niente.
Non ti servo.
Eppure lo ero… servo tuo… con gioia infinita, con una spinta che non si è mai placata in questi mesi.
Ma quanti devoti puoi avere senza doverti impegnare?
Infiniti.
Chissà quanti ce ne sono già alla porta del tuo telefono.
Chissà quanti non sanno ora nell’isola che arriverai a sconvolgere le loro ore libere.
I punti cardinali della tua bussola segnano spensieratezza, felicità, libertà…
non indicano riti,
mancanza,
rispetto per chi non si vede e non si sente.
Speriamo di non incrociarci nei prossimi giorni:
sarà più facile.
Come abbandonare casa di notte
coperti dal cielo nero
senza stelle a salutarci.

…mentre sei a Baratti…

Sei a Baratti
in questo preciso istante.
Davanti a te
c’è il mare
senza confini
che assomiglia
allo spazio
che si è liberato dentro di te.
Il mare invita,
è viaggio
siamo spinti a guardare sempre dove finisce
anche se non finisce mai.
Il mare spaventa
perché chissà cosa può esserci
sotto la sua superficie.
Anche lo spazio dentro di te
ha lo stesso effetto.
Ha preso i tuoi occhiali senza dirtelo
si è riconciliato con i suoi fratelli
e a te è mancato
ma non hai voluto dirglielo.
Lo hai confessato a me
mentre fissavi il mare
quasi a scusarti
per un pensiero che non avresti voluto generare.
Preoccuparti di ciò che fa, di dov’è, di come sta
è normale, è umano, è amore.
Se davvero
vorrai partire
per questa traversata,
sfidare le onde di questo oceano che hai davanti,
dovrai essere capace di lasciare andare questi pesi,
queste zavorre che non ti permettono di navigare.
Sarà una scelta difficile, da compiersi ogni giorno finché non avrai preso il largo
e un nuovo vento non gonfierà le tue vele.
La rabbia è stata il tuo tuffo.
Adesso che ci sei, nuota.

Vorrei essere quel “CI”

Vorrei essere quel “CI”

Nel profondo del mio cuore
tutto me stesso prega affinché
bisogno non ce ne sia

Ma essere il tuo eroe
è il mio sogno odierno.

Voglio la tua responsabilità
anche se ho un braccio rotto
il cuore a pezzi
e non vedo un domani.

Ogni cosa è noia
in questo giorno senza di te.
Mi hai chiesto di lasciarti
per scoprire la tua strada.
Mi hai chiesto di non andarmene
perché con me ti senti sicura.

Ma ero io oggi
a piangere senza freni
con singhiozzi strozzanti
che mi hanno reso
come un bambino fragile.

Non mi importa
quanto piccolo io sia:
se la mia mano ti da sicurezza
prendila.
Io la tua non l’ho mai lasciata.

Malcom & Marie

Non so come hai trascorso
l’ultima ora della notte di ieri sera.
Non so cosa hai mangiato per cena
ne come è andata con lui…
Non so a cosa pensavi
ieri pomeriggio
tra le 14 e le 15
quando eri a casa
ed io qui in attesa.
Non conosco tutto il tuo passato
e
sono fuori
da molto del tuo presente.
Ma ieri sera
ho scoperto che non mi interessa più.
Non voglio più impegnare il mio tempo
a cercare di conoscere dettagli,
momenti che non mi appartengono.
Probabilmente
anche se tu me li raccontassi
non riempirebbero alcun vuoto.
Io,
nonostante questo mistero
e forse proprio grazie ad esso
devo cercare
voglio diventare
il migliore uomo che tu abbia mai avuto,
ogni giorno.
Solo così
non penserò più a come riempire quel vuoto.
Solo così quel vuoto smetterà di essere tale.

Sono stato un bene.. sono stato un male

Forse è presto per dirlo.
Siamo ancora immersi in noi
per poterci definire
ma tenterò di farlo lo stesso
per te, per me…

Perchè sono stato un bene:
avevi bisogno di sentirti amata come meritavi;
di essere desiderata come sognavi,
hai ritrovato una dolcezza dimenticata
fatti di gesti semplici
ma continui e gratuiti,
un Romanticismo che avevi abbandonato
per conformarti ad una durezza che non ti appartiene.

Perchè sono stato un male:
per seguire quel sentiero
hai mosso passi che non avresti voluto fare
e sensi di colpa si sono gonfiati in te
quasi a soffocarti certe volte.
Ogni giorno passato insieme
ti ha fatto confrontare con te stessa
con limiti imposti dal passato
e quando ti incalzavo
sentivi di essere in un angolo
in cui eri a disagio…

Certe volte una normalità dolorosa è meglio di un cambiamento di cui non si conosce l’esito.

Io lo so.

Ma io non sono nè bene nè male.
Io sono solo un uomo
che si è innamorato di te
in una situazione in cui non si poteva
in cui entrambi non dovevamo.

Sarò stato un bene
se tutto questo nostro vivere insieme
ti porterà più avanti
ti renderà migliore
ti farà svegliare un giorno
orgogliosa di essere la donna che sei
nonostante gli errori fatti
i pensieri contrastanti
lo sguardo altrui.

Sarò stato un male
se ci saranno solo rimorsi
se vorrai dimenticare questa esperienza
se vedendomi arrivare
ti vergognerai e cambierai strada.

L’unica certezza
è che qualcosa sono stato,
siamo stati
e solo il tempo definirà i nostri aggettivi.
Io, se questa è l’ultima volta che ti parlo,
userei: rari, meravigliosi, veri e appassionati.

Se sono stato un male, lasciami pure andare
non te ne vorrò.
La tua vera felicità può passare pure attraverso il mio cadavere.

Se sono stato un bene non avere paura a dirmelo:
le tue parole, distillate con cura, mi hanno restituito una giovinezza perduta
e per te una gratitudine eterna.

Che devo fare con tutto questo Amore?

Mio caro vecchio Hank
che faresti al posto mio stasera?
Lei è nel suo letto a guardare un film
con lui vicino
mentre io sono qui a picchiare su questa tastiera
e ho finito il vino.
Sono in piedi da 19 ore
come un pugile alla fine dell’ultimo round
barcollante e pieno di sangue
incapace di arrendersi.
Nessuno mi vede
e con molta probabilità
nessuno leggerà queste sciocche ed inutili parole
scritte solo per parlare
all’altra metà di me.
Che devo fare con tutto questo Amore?
Dimmelo… ti prego…
Stanno passando i giorni
ed io divento sempre più dipendente.
Domani la vedrò per 30 minuti
se va bene
e dopo, avrò ancora più bisogno di Lei.
In quel parcheggio fumerò nervosamente
maledicendo ogni minuto dopo le 15:30 sprecato altrove.
Poi arriverà martedì,
un giorno buono per noi.
Chissà se riusciremo a pranzare insieme
lassù nel nostro nido
tra il ruscello
e il canto degli uccelli.
La ruberò al mondo
per due ore
forse meno
eppure
già adesso
non aspetto altro.
Devo bere di più, lo so…
magari se adesso fossi completamente fatto
me ne andrei a letto
e lascerei quest’amarezza qui in salotto
a far compagnia al cane.
A lei non serve molto:
ha scavato una buca con tutte le sue forze
e ha trovato una radice di malva
che ha mordicchiato forte.
E’ contenta così.
Adesso dorme senza pensieri.
Potrei andare fuori, penso
e mettermi a mangiare anch’io
terra umida piena di piscio.
Magari sarei meno triste.

T. non si ferma mai…

T. non si ferma mai.
In una sala d’attesa non si siede,
resta in piedi ad aspettare.
Non sa fare altro… solo attendere…

T. da giovane viveva il presente
ed è stato quasi privo di dolore.
Oggi è grande
e rimpiange quei giorni senza fuoco.

T. è alla finestra anche oggi.
Guarda una casa che non vede.
Ci passa vicino di notte per accarezzarla,
come un fantasma che non abbandona i suoi cari
dopo la Morte.

T. è uno stupido egoista
che non riesce a cambiare
e pensa che fumare nel buio
guidando da solo
con la musica triste suonata forte
faccia di lui
qualcuno…

Gli spiriti non hanno consistenza.
Neanche T. ce l’ha.

Ieri. Oggi.

(IERI)

Guido piano nel traffico
sto tornando a casa
e non so più chi sono,
cosa sono:
Un padre?
Un figlio.?
Un marito..?
Un amante…?
Un amico….?

Continuo a cedere
pezzi di me
e ci sono serate
in cui lacrime tenere
come queste
sono le sole a farmi compagnia

(OGGI)

Fumo in ufficio
anche se è vietato
ma Bill Evans
mi coccola in sottofondo
e mi perdo guardando un quadro di Kandinskij

Poche ore
per cambiare prospettiva
per sentirmi di nuovo fortunato