M.81

Benvenuti nel mondo dell’espansione mentale.
Del pensiero estremo, dalla sua nascita radicica fino al suo arrivo al cielo della mente, uragano confusionale di archetipi dubbio-emotivi esistenziali o immensa pace psichica verso potenziamenti spirituali e mistici dell’umano-divino. 
Benvenuti alla ricerca dell’acme dell’orgasmo, dello sforzo mentale, della pulsione maestosa alla grandezza, dell’invincibilità del rotto e dello spezzato. Nella paralisi mentale-craniale-occhio spalancata un’esplosione di consapevolezza del tutto, un abbandono dell’io che sfocia nell’esercizio dell’accumulazione in punti esteriori della nostra coscienza; rilasciare ogni appartenenza e spargersi in ogni possibilità di essere materia e non-materia. Osservare il mondo e capire che è così, la verità è l’essere, l’essere è amore, e che il potere vero è la realizzazione dei concepiti-intuiti-sognati o ricevuti, non essere nell’essere. Il nostro destino è una trama di realizzazioni, se vogliamo. Consapevolezze in quattro mura i cui tentacoli sfuriano agli angoli dell’universo. Ho toccato lo spazio certe volte, era un frattale reale-irreale tra i tanti che specchiano le esplorazioni dell’umano. Ho osservato me stesso in mio fratello, nei suoi occhi ho poggiato le mie domande e immobili abbiamo discusso del mondo. 
Benvenuti alle porte delle vite che scorrono, alle verità mancanti dietro ogni testo e ogni parola, alle metà che costellano di incerto ogni gesto che ci circonda. Siete fermi. State almeno bruciando? State almeno vivendo?

Alexanderplatz, Berlino e noi che saremmo potuti nascere in qualsiasi decennio del Novecento. Con gli stessi lampi della mente e cuori che per natura tendono ad alzarsi. E avrei fatto la guerra con te e con gli occhi ti dirò sempre che stai facendo la cosa giusta, saremo andati in Sud America o a vedere Mosca più fredda che mai. Avere vent’anni e potersi scrivere solo lettere. E avremmo bruciato la libertà come Burroughs e Corso e avuto le stesse necessità di comprensioni del Tutto attraverso l’amore o attraverso il caos la delusione la mente. E tutte quelle cose di cui ora parliamo e abbiamo parlato e parleremo sarebbero diventate improvvisamente serie come ogni tanto adesso e in quel momento si sarebbe sentita la Vita ed il diventare adulti, e ugualmente estremamente leggere. Come imbracciare un fucile o leggere un libro ad alta voce. Come parlare di Dio e ricercare se stessi. E ti direi come fissarti mi ha fatto crescere ma questo non riesco proprio ad esprimerlo chiaramente. E ad essere nati davvero oltreoceano saremmo andati fino a Città del Messico o in Nicaragua e avremmo capito meglio la politica dei grandi blocchi e forse addirittura fatto giornalismo anti-golpe. Rimane comunque ad ogni dirsi una sottile sensazione, nei passi lungo i marciapiedi, nel fissarsi i piedi o nel fissarsi al cielo, in questo anno diverso per tutto che io sento come un ricordo come un porto come un grazie. E il vento è più vento qui a Sydney. E Firenze Santa Maria Novella continuerà a suonare e a sapere di tempo e pino marittimo.