S.140

Valzer

È sospeso ancora un bacio
all’indice della sera,
smussato dai miei affetti di vetro,
dai tuoi frammenti di storia.
Forse, se tengo ferma la mano,
– (la tua) –
I fumi di un domani comporrano già
Un velo, quell’avvenire caparbio
che più una specchiera non trova.

E un respiro, altri mille ancora
sfumeranno un giorno imbevuti
Stracciati dall’alcol.
Quel tempo che tu non vedi
si fa più vivo, respira: ti ci puoi
ritrovare o se ti va,
lascia che ti si opponga al viso.

Ma dove l’arco punti il suo destino
Forse tu sola potrai mai saperlo,
Non certo sull’ anima mandorlata
che si svolse dalle parole.
Senti? S’incatena nel turbine
della prim’ora,
Ora che cominci a schiudere gli occhi.

Ma in realtà questo
– ancora amaro – segreto,
ascolta, lo tengo
per me:
Che il “perchè”
Quello dei giorni,
della meta distante,
Delle vite esaltate e disperse,
Quello dolce che tradisce,
Quello veloce che innamora,
Ecco, questo “perchè”,
Mio deluso amico,
Era tuo, tuo soltanto
nel mondo di altri.
Si scusò la luna con parole veloci,
(e sapemmo solo poi che le stelle la stavan aspettando)
Dimenticammo che “me”
E “te” divergono, sempre, di una lettera sola.

E solo per trovarti, forse,
ora studio i segni, la mappa
indurita dal tempo:
piccoli indizi
per un tesoro affondato,
per trovarci
ancora.
Smetterò con l’amaro
domestico,
Stringerò, facendo attenzione,
la mano di una donna.
Il sole
mi terrà per intero.