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Libro degli ospiti

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6038 messaggi.
Raffaele pubblicato il 5 Giugno 2017 alle 14:36:
Perdersi e ritrovarsi
per chissà quante lune
sotto un soffitto di stelle distratte
tra rughe impolverate e valigie pesanti,
tra pezzi di vetro e di passaggi,
tra arterie pulsanti di sangue e ruggine,
fino a riconoscere
nel riflesso del ritorno
il cuore del viaggio.
Giacomo pubblicato il 5 Giugno 2017 alle 13:37:
Lo sterno fiaccato dal colpo di petto,
Le labbra unte di miele di rose
Sorriso di pietra, di fuoco, di matto
Abbracci il fluire di tutte le cose

Una scheggia ti spacca, profonda nel cuore
Un infinito ti brucia, ti suona le ore
Per chi respira profondo il profumo d'eterno
Per chi avido succhia il succo d'incanto

Non basta un giorno per viverti tutto
Il tutto ti basterebbe a viverti un giorno
Raffaele pubblicato il 5 Giugno 2017 alle 12:32:
Lo specchio

Ho davanti uno sconosciuto
il riflesso di una prigione
ossa come sbarre
pelle come filo spinato
battiti come corridoi oscuri
dove pensieri tentano l'evasione
oltre i vetri opachi dei miei occhi

Ho davanti uno sconosciuto
chiudo gli occhi
le mani muovono immagini
una striscia rossa tra labbra screpolate
l'indaco tra uno sguardo ad intermittenza
una carezza bianca su guance ruvide
fili di rame rosso sulla mia testa
e mi nascondo
dietro un vestito smerlando

Apro gli occhi
sono un pagliaccio
per la gente vestita di bianco
dal cordone ombelicale stretto alle verità
affilano sguardi d'inquisizione
colpiscono
cadono
gocce e sangue
ma
questo è solo un corpo
solo un riflesso
e questo
è solo uno specchio
Vincenzo Alessandro pubblicato il 5 Giugno 2017 alle 10:43:
Nei lunghi silenzi
partorisci deliranti illazioni,
cerchi la causa di questo effetto
improvviso muto desolante
sicario della razionalità
fecondata dopo lo stupro
da quel seme infetto che è il dubbio.
Sei forse la vittima di terremoti di un altro universo?
Raffaele pubblicato il 5 Giugno 2017 alle 10:10:
Dietro una patina di ruggine

In una stanza
arida di parole e muta di stelle,
il rincorrersi di respiri
muove gesti morendo distanze.
Lui resta coperto
dalle onde rosse che non fanno paura,
mare calmo di vene
attraversate da passi di sangue e veleno,
di quei confini a forma di donna
dalla salvezza rinnegata.
Le ombre di disperati istanti,
restano sommerse,
in apnea
tra il silenzio senza luce.
Lei, demone tra le nuvole e l'indaco
dalla salvezza nuda d'inganni,
percorre tragitti di pelle
con labbra sottili e screpolate,
fino a liberare
con una carezza di lama bianca
un incerto fiume rosso.
La lingua,
increspata da sorrisi segreti,
ripercorre ogni ferita
per un cuore che pulsa nuova linfa.
La paura
perde la maschera,
la solitudine
diventa sguardo distratto,
il tempo
un gioco da rischiare,
il vuoto
un labirinto dall'uscita oltre un altro sguardo.
Rimasero così
intagliati in un abbraccio
tra le lenzuola di un giorno sfatto
come due amanti
come due sconosciuti
come due universi a bandire eclissi.
Antonio pubblicato il 5 Giugno 2017 alle 01:45:
Condizione
Ho
un freddo
che mi pervade
l'anima
Caterina pubblicato il 5 Giugno 2017 alle 00:01:
Ricordo ancora il tuo sapore
il tuo maglione del pianto
sapevi di dolore
quel sorriso infranto
eri comunque colore
in quelle notti soltanto.
Retermist pubblicato il 4 Giugno 2017 alle 22:54:
Sento negli steli un colpo secco
Una rabbia che si ripete
Sempre uguale
Azzardo mosse sfuggite, vedo sfuggire
Le ere e i sotterfugi,
Il mondo rotola
Sopra ghiaccio fine
Retermist pubblicato il 4 Giugno 2017 alle 22:26:
Sparo e sospiro al mio cuore
È Cecilia per me da lontano;
Da vicino è nettare, risposta
Alle domande cosmiche, si perde
Nel giro dei celesti, e forse tale
Sarà per altrui ed io morrò
Infelice che mai ebbi le cascate
Dei capelli, le caverne del suo collo
E le costellazioni dei suoi nei
Per guida, per mare, scrivendo
D'amore senza che mi ami lei
Retermist pubblicato il 4 Giugno 2017 alle 22:20:
Visse un tempo, mi dissero
Chi era più abile nell'arte
Nella noia gloriosa, nel manoscritto
Miniato; mi dissero, visse chi
Navigò venti mari senza nave,
Chi scosse la terra con i suoi passi,
Chi pose queste massi, tali pietre
E saggezza zelante che fece il mondo.

Ma ben vedo, vive anche la prima luce
Iridata del mattino
E le cose senza nome, e l'odore brullo
E il campo aperto e il foglio bianco;
Vive l'orizzonte trafitto dell'oceano,
La sabbia su cui correre, i lampi vivaci,
Ragnatele di rugiada illuminata,
Il ramo di palma, il giorno abbacinato
Che si avvicina, e forse è l'alba già,
E forse già adesso è il Momento.