Poesie

Un silenzio tiranno che
Nemmeno gli uccelli
Osano turbare cantando
Abbacina i miei timpani come
Ronzii confitti nelle cavità dei miei sensi.
Lo sguardo teme il silenzio
Non lo osserva ma lo sente
Con acribia infilarsi anche negli angoli
Dei muri,
Del tempo.

Il mio respiro arieggia appena nella pace.
Solo l’anima eleva un canto
Una litania scordata
rapace
Fa eco tra i polverosi movimenti atoni degli atomi di questo
Consistente silenzio.
Tutto è immobile e solo la polvere
Pare sconquassata dalla mia presenza.

Sento il cuore scalpicciare
Sto sulla riva e lascio che cali la sera
Mai mi sono sentito così immateriale.

Indolenza

I miei affanni si spensero una notte d’estate
cedendo il posto a un sentimento tranquillo e composto.
Ma quanto è codarda quella vita fatta di belle parole,
sorrisi insipidi,
sguardi pallidi.
E quanta noia per parole come rispetto,
fiducia,
onestà
con cui alcuni descrivono l’amore;
che io immagino più come due sguardi
che si incastrano
ponendo fine a quell’eterno cercarsi.

Le maniche

I bottoni non si staccano soltanto,
lo fanno solo ognittanto
e qualcuno va perdendosi.
Per questo, con ogni ago e filo
si trova almeno un ricambio.
Per questo la goccia fa un giro
e, dal mare,
ci passa ognittanto.
Per questo l’acqua
segna il confine
per dove ogni bottone
può arrivare.
Per ogni nuvola che vedi passare,
vedi il giro continuare.

Filo

Del mio lago sei la cruna

Mosche

Come una mosca che sente pericolose le mani vicine
ti guardavo quadri mensionalmente

Malcelato amor mio, dalla voce mai rivelato

Pensarti fa male
A te che sei perduto
Non ricercabile
Solo desiderabile

Tormentata nei giorni
Troppo distanti dalle notti
E lì ricompari e mi perdoni
Ma poi svanisci al primo raggio

Nella realtà forse mi odi
E non mi accarezzi il viso
Per dirmi non preoccuparti
Che era solo una minaccia

Quella di sparire e mai più tornare
Ma che ora sei qui
Solo che non ci sei
Mi resta la tua ombra nel cuore

E ti ho tanto odiato
Perché ti ho solo amato
Non volevo deluderti
Se solo tu sapessi

[…]

Non mantengo la promessa di dimenticarti

D’amore si muore
Quel dolore al centro del petto
Inesauribile al pensiero
Di te, i tuoi occhi

D’amore si muore
Interminabile pena
Le parole traboccano dalle labbra
Tardi d’un anno e più

Lo sussurravano le mie mani
Ondeggiando sulla carta
Di desiderio si colmava
Le tue braccia ai miei fianchi

In questi sogni.
Non hanno saputo esser reali
In un mondo di perdizione
Ho imparato a non perder tempo

Importanza nulla ormai,
Perduto chi colmava interne sofferenze
Placebo dell’anima rimane
Solo ricordo di tempi lontani

E mille patti potrei stringere
Vender la mia anima al più spaventoso dei mostri
Pronta a veder le tenebre per indeterminati tempi
Pur di avere le mie labbra sulle tue, un istante

Stringere la tua mano
Spogliarci i vestiti ed amarci
In un giorno che duri l’eternità
In una notte che non voglia mai finire.

Mi abbevero dai tuoi occhi,
nella cenere i miei

Santa Teresa

Frammenti di pelle sotto
le unghie, tracce d’estasi

Baci velati
di significati inespressi