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Favola

C’era una volta una bambina dai capelli biondi. Guardava il cielo con stupore, chiedendosi come potersi unire a quei giochi di luce. Si sentiva molto vicina alla luna, quella luna così sola in un cielo così buio, che sapeva splendere solo alla luce di qualcun altro. Ma quando l’altro sorgeva, la nascondeva. Scompariva, finché non calava di nuovo di notte, e nel nulla cosmico poteva splendere ancora. La bambina si immaginava come sarebbe stato dormire su una nuvola, così leggera che i pensieri si sarebbero messi a fluttuare intorno a lei, per poi cadere giù, giù, in forma di gocce d’acqua. E poi anche il corpo si sarebbe squagliato nella condensa soffice. E poi, puff, un filo di vento l’avrebbe spinta via, via, fino a farla dissolvere. Ora della bambina non rimaneva più nulla, se non il ricordo delle gocce di pioggia sull’asfalto.

averti lasciato averti tenuto

Rincominciando la storia a ritroso si potrebbe comunicare al mondo che io abuso di sostanze psicotrope per colpa tua, nient’altro che tua. Al diavolo quella volta che prima di consumare un rapporto mi chiesi di farlo e al diavolo ancora di più il fatto che si creò un legamento ancora più forte (tringolarmente parlando). Ora io di te non ne voglio più sapere nulla, non provo nemmeno astio, forse a volte guardo con nostalgia i posti ove abbiamo condiviso,

ma poco abbiam detto e fatto e tu hai trovato la donna perfetta

il mio volto ora freddo e gonfio, sì perché io ne sono uscita sconfitta dalla mia battaglia, anzi nostra. Io con le sostanze che mi rendono la testa come un pallone gonfiato, vorrei fosse solo di pensieri…

Ma ora ti guardo e vedo ben poco, non c’è disperazione e forse mi manca, perché almeno provavo qualcosa

ora non provo nulla

ma sappi che ti terrò con me per sempre, ogni che consumo sostanze penso al nostro rapporto a trio (io-te-droga).

Non lo lascerò mai, non ti vogliono dire

macelleria

zak zak

nuova carne fresca a fette

zak zak

Arriva un momento nella vita in cui ci si chiede che cavolo ci stia facendo con il proprio corpo.

A me oggi è successo e ho scoperto di averlo portato in macelleria

zak zak  

poggiata su base fiore di porcellana applicata da mostruosi mani poco degne e prive di guanti  vengo smembrata da servizi ignoti pronti per farne di me ció che vogliono.

un pezzo, un arto, prima uno, poi l’altro, quello inferiore e così ne resto senza….

capisci che nulla è rimasto se non la volontà di un ultimo macellaio di ammazzarti il cuore.

Tremi e con le sue sporche mani lo farebbe senza neanche pensarci due volte.

 

non c’è dignità nel merito di chi viene macellata/o tutti i giorni, da chi è dipendente affettivo e da coloro che sono in relazioni tossiche. Non c’è dignità perchè è stata macellata pure quella.

Fine

Ora che ho scoperto il segreto posso morire tranquilla

Mi stavo attentamente interrogando sul perché la mia vita dopo il ricovero fosse diventata stranamente piatta. 

Pensavo di essere guarita finalmente invece la parte peggiore di me viene sempre fuori,

non importa quando o dove, c’è sempre. 

Il punto è che non ne posso più di vivere artificialmente, ora lo so. 

Ora so perché sono ancora in vita. 

Non c’è più nulla di spontaneo, non c’è mai stato 

Sono fatta così e io voglio sprofondare nelle mie lacune.

Vorrei averne il diritto di farlo senza dispiacere qualcuno

Se solo ne avessi il diritto…