Poesie

Il minuetto di Mia

Tanto sai che quassù
Male che ti vada avrai
Tutta me, se ti andrà
Per una notte
Sono tua
La notte a casa mia
Sono tua
Sono mille volte tua

Avrei dovuto perderti
E invece ti ho cercato
Io non so l’amore vero
Che sorriso ha
Pensieri vanno e vengono
La vita è così
Minuetto suona per noi
La mia mente
Non si ferma mai

Scaravalli

Appare agli occhi
La mia adolescenza
Le stonate serate
in equilibrio per le vie
Noi ignoranti eppur saccenti
Artistici e filosofi
Tra Osterie e locande a far baracca
Figli di portici
Amanti sul portone
Tra arte e follia
Lasciavamo il segno col catrame
col lucido da scarpe
Affamati di sogni
Che all’alba svanivano
Nel vomito…

Getta l’ancora
Fra le clavicole.
Irrora la mia stretta
D’anfibia tristezza.

N.42

magistrale paterna presenza
Elagisci parole e rime
Tra fogli volanti e libri
Liberi volano al loro destino
Alloro sul capo ti cingo
Ad onorar sapienza e fantasia
Letizia del vino e la vita del pane
Nonostante le ombre
Che incombono sui cieli bigi
Colora l’immenso con i tuoi racconti
Al vespro incanta la dizione
Viaggiando sulle ali dell’ amor
E della rivoluzione!

Crèpes,mortadella e mascarpone

Folli notti di gioventù
Scorribande tra i vicoli stretti
Sconsiderate goliardiche sfide
Tra crèpes e mascarpone…
Mortadella
Abbinamenti arditi di gorgonzola
Alla cozzeria
Piccanti notti
Ardenti emozioni d’avventura
In un dolce abbraccio…
Di cioccolato!

M.238

Ascolta.
Come sale dal bosco
lo stormire di fronde,
tu scopri e ricordi
un richiamo nascosto,
un muto cantico fosco
come di vento irruento
fra il salice e l’olmo.

Come cresce sepolto
senza voce nè corpo,
con radici di carne,
abbeverato col sangue
nel tuo petto sconvolto,
si desta e ti assale
un desiderio irrisolto.

Come piano fiorisce,
matura e stordisce,
più dolce del mosto,
feroce come lince,
oscuro come corvo,
questo anelito pagano
di un tempo remoto.

Ma è la natura sovrana,
solo la madre che richiama
a soddisfare un bisogno
da bestia ingabbiata,
che nel rossore dei tuoi versi
si desta e trova posto.

Ma è solo il tuo vigore
di creatura mai sazia,
questa voglia di ridere,
lottare e rinascere,
che nei tuoi colori esplode
e fa estatico il mondo.

Perciò tu non temere.

Veritatem in corde,
fortitudine manus,
nolite timere mortem.

XXV settembre

Lunga attesa di non so che cosa…
Qualcosa dovrà pur accadere
Affilo i pensieri
Meditando sul cesso
Mi faccio il bidè
In vana speranza
Si staglia innanzi al mio capezzale
Lo splendore che illumina lo sguardo
Che sia piacere o dolore
L’amore confuta ogni sospetto
Forse non è nulla
E l’attimo fugge via
Resterà l’amaro ricordo
d’un attesa frustrata
Che un bacio fu preludio all’ultima frustata…

Cacca

Libera lo spirito
Con entusiasmo bambino
Che il cielo ti aiuta
Il sole del mattino
Una voce sommessa che ti sveglia
La notte
Plenilunio sgorga la fonte sacra
Adora il culto notturno
Tra le ombre e l’alba
Che si apre l’orizzonte
Tra mortadella….
e mascarpone!

Py Js Pt

Tempo che passa, Matteo che
def cresce ():
if matteoInnamorato = true {
alert (“Exit”);
};
Le solite mani operano,
magari arte,
magari no;
let Matteo = [“La somma di tutte le cose”];
Ma la somma di tutte le cose, non sono le cose stesse.
Poiché, nomen sunt consequentia rerum,
e siccome
nella realtà i nomi non esistono,
ciò che resta è
let.

e si và con le foglie secche
al sol tramonto
d’orizzonte malato
nell’attesa
tra lo stillicidio
il gorgogliar di fermento!