Tra il Despota agghiacciato
e il ghetto dell’Eremita
c’è un sentiero stretto
(ad alcuni apparirà lungo –
ottimisticamente fuori scala
una volta che ti scopri
nel ritorno all’eterno):
porta sul porto.
Lì, se non avrai più gli occhi
e memoria del ritorno,
scorgerai una nave
ormeggiata a largo.
Nel cuore alberga la rotta
e non per questo nella bocca –
rotta la voce tra i marinai
che sognano il mare.
Giorni duri e magri
attendono il ramingo dei mari.
Giornate buie e amate
chi distingue la nave dal mare,
che esangue non distingue
sentiero, monte né borgo
e langue.