Continui a salvarmi ancora,
a insegnarmi l’assenza,
a definire l’estatica angoscia
dell’esistenza.
In questo presente
eternamente sbagliato
mi hai guidato impavida
nel buio dei miei dubbi
e hai dato loro un nome.

Ora che lo scontro
si è fatto impietoso
conto i morti a voce alta.

Domani tacerà il giornale
come sempre
anche se il titolo è già pronto:
«Oggi un uomo
si è riscoperto vuoto»