L’anatomia del mio cuore è
stelle cadenti e foglie autunnali
notti d’estate
cose fragili e infiammabili
“è nato prima l’accendino del fuoco”
pupille dilatate e iridi arrugginite
una vasca di gocce salate non fa un mare
impara ad apprezzare
la profondità delle pozzanghere
e si apriranno abissi
negli spazi fra le tue dita

Nella cassa toracica ho
il cadavere di una falena
inchiodata al cuore
come un fragile altare profano
perenne memento
di quando ho inseguito le luci nei tuoi occhi
per accorgermi solo dopo
di essere troppo al largo per tornare a riva
e mi sono
lasciata
affogare