Ho bisogno della mia Ape Regina.

Il suo brusio

è l’altalena sui cui io

salgo,

il pretesto che

colgo,

il sorriso in cui

mi avvolgo,

il sole al quale

mi sciolgo,

l’invito che a me

rivolgo :

di dare in pasto all’Apocalisse

i giorni insignificanti

e perdermi tra i profumi invitanti

dei suoi fiori amanti.

.

Ho bisogno della Mia Ape Regina,

che il suo battito d’ali mi traccia traiettorie inaspettate e abbaglianti,

che le sue mani mi plasmano la noia come se fosse di creta, in figure buffe e inquietanti,

che i suoi occhi sono nuvole che prendono forma sotto il vento delle emozioni dirompenti,

e io li guardo e li studio e li interpreto e li sbaglio e li amo,

colibrì sfuggenti.

 

Ho bisogno della Mia Ape Regina che mi apra le porte del suo regno

dell’intuizione,

dell’eccezione,

dell’inaspettato,

del calcolo sbagliato,

del caotico,

del dinamico,

del vero,

del Credo.

 

Ape Regina, ti tengo in gabbia tra i miei denti,

dilania la mia lingua e con lei i suoi lamenti,

scendimi nella pancia e pungimi i tormenti,

con te voglio i miei ultimi momenti,

sarebbero più vivi di questi anni morenti.

Senza la mia Ape Regina sospiro,

Con la mia Ape Regina respiro.