Camminarti il fianco in dune di prati
ad assaporare le piogge appena durate
con i piedi freschi in corse sfrenate!
Issarti a partecipare al coro, d’Estate,

che fan i gabbiani sotto lo scroscio
di reti grasse,ai pescatori arruginiti!
Poi perderci,nei capillari di grandi città
a dir luce nella tristezza dei passanti!

Nell’inverno abbottonarci nei vicoli
sperduti,cavalcando il gelo con la risata!
Sulla schiena d’una collina scivolare nudi
diventando pennelli col fango sulla tela.

Potremmo indicare col dito le vite
che vivemmo e disegnarle tutte:
mi ricorderesti di quand’ero nuvola
e tu eri il ciliegio del Giappone!

Batteremo i monsoni dell’India
e un”bindi” ti bacerebbe la fronte.
Raccoglieremo d’un sorso il sacro:
ovunque, in un walzer continuo!

Com’è imponente il ruggito del vero!