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Salgo

sull’irto dirupo

spiego le ali

ma

non volo

le ali sono pesanti

nere d’inchiostro

pece

macigno

peso dell’esistenza

precipito, finalmente

schianto muto,

nessun s’accorge

che non ci son più.

La mia stanza è vuota,

i vestiti vengono mangiati dalle tarme,

i libri ingialliscono,

le pareti si screpolano

e tutti si dimenticano

ch’un giorno

io dormivo

in quel letto.

Degrado e crepe.

Portatemi via,

altrove, ovunque,

lontano da questo luogo.

Vi prego,

pregate.