E io dormivo insonne, mi resta il clavicembalo,
là nel noccioleto
i tuoi occhi d’acciaio (il paguro non guarda)
saranno i più duri a sopravvivere,
la fiumana terrosa al primo buio
discolora e muore
in queste ore di sciopero generale.

I poeti defunti dormono tranquilli
(ti riapparvero allora? scosse il capo)
e l’inferno è certo