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Come il camino di dio
espiro l’uomo inquieto.
Non mi scompongo, mi ricompongo
pietanze di piombo, vino antrace, scaglie di piombo
risuono, rifletto e rifrango
il fango che mi piove dal polso.
Al capezzale cascate e montagne
mi raccontano storie e battute di caldi,
lentezze e persone marcianti:
alla sorgente del mio ultimo sguardo gufo
l’ombelico cristallino degli ufo.