Vele protese all’orizzonte, ingenua
Solcavo un mare ignoto e in insidiosa quiete,
Ma sportami sullo specchio del tramonto
Mi ritrovai nell’etere e ruppi l’ammaliante incanto;
Schegge si prostrarono al sole calante, rubandogli i colori,
Ed io mi battezzai col mortale veleno della consapevolezza.