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Parlo di te
degli anni passati
fingendo di bastarci
da soli, separati
fingendo che non parlarsi
eludesse il nostro legame mentale.
Tempo inesorabile
scorre sui nostri fogli
sgualciti dal vento,
macchiati di caffè,
e le parole “ti amo”
tra grinze di sale
penetrano le pagine
e gli occhi.
Ora che sono identica a te
non ho più il tuo sapore in bocca.
So mentirmi da sola,
perché le bugie erano la tua specialità.
Le canzoni passeranno,
come il tuo tocco sulla mia guancia,
ma il ricordo non sbiadirà mai.