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Qualcosa si annida
nel buio, a casa mia.
E’ un odore
che sento con l’animo,
odore di angoscia,
e quasi mi soffoca
in ogni ora che passo
nella penombra
senz’aria.

Ed esco
e cerco la brezza
che mi soffi sul naso,
che mi scuota i capelli,
dolcemente
come una carezza,
una carezza
dalle dita tue
che sì, son più leggere
dell’aria e del vento.

Anche tu, Letto,
che prometti riposo,
che prometti ristoro,
menti
perché non è riposo
il sonno che dai,
che più mi cinge,
più mi sembra la Morte.

Ed esco,
e cerco la folla,
e cerco la gente,
nelle piazze della città
come mari in tempesta,
e mi tuffo
in questa corrente di vita
per ritrovarti lì,
piccola caletta di mare calmo,
ad aspettare un abbraccio
da troppo rimandato.