voglia la mia mente accettare senza premure questi disconnessi flussi di pensiero;
non è forse quella con noi stessi la più grande delle competizioni in cui gareggiamo senza nemmeno esserci iscritti?

prenditi il tuo tempo,
corri più veloce.

porgi la tua guancia,
l’importante è vincere, non partecipare.

prima l’ho rivista,
intendo quella creatura che si sporge pacata sulla soglia della porta.
la sostanza lattiginosa e diafana questa volta gocciava freneticamente,
sembrava anche sprigionare un odore preciso, ma era come distante, oltremondano. materia lontana e tangibile, polposa e liquefatta.
binomi di opposti.
questa volta ne ho contato anche le striature dei muscoli.
prendo l’ennesima pasticca sperando che questo incubo possa terminare.