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E fu così che la Ninfa di Marte si diresse verso l’autodistruzione. A lei che nulla mancava, che tutto aveva, splendida Ninfa perché? “Ci sono scelte che la società mi ha indotto a prendere” ribadiva. Non aveva assolutamente senso ma per quanto chiunque si domandasse come mai la bella Ninfa si stesse deteriorando nessuno faceva nulla se non dire parole scontate: “Non ti manca nulla, sei bella, brava e intelligente” era la frase cardine che qualsiasi persona che vedeva in lei uno scorcio di tristezza si sprecava a dirle. Poverini, come se bastasse. Si sa che quando si è rotti dentro non c’è molto da fare. Ma come poteva una Ninfa essersi rotta dentro? Chi o che cosa aveva causato quel maledetto dolore tale da portarla a disintegrarsi con le sue stesse mani? Per quanto lei potesse dare la colpa alle persone, all’amore o alla società, la cruda realtà è che lei era fatta così. Alla fine amava farsi del male, amava distruggere tutto quel castello di perfezione che si era creata, come quando i bambini distruggono i castelli di sabbia, la filosofia era più o meno la stessa. Non riusciva a sopportare la solitudine, il silenzio, l’abbandono e così si circondò di quante più persone possibili giuste o sbagliate che fossero. Lei che cercava di prendere il meglio da tutti alla fine prese solo il peggio. Nessuno poteva proteggerla da quello che voleva anche se lei ci sperava sempre e comunque. E poi alla fine arrivò il giorno in cui la Ninfa esausta finalmente raggiunse il suo obiettivo finale. Ora finalmente apparteneva a Marte solo e soltanto.

Proteggetevi da soli da quello che volete, nessuno lo farà per voi. E se avete il destino segnato ricordate che prima o poi tutti crepano. Che sia la Ninfa di insegnamento a chi cerca negli altri aiuto. Perché la crudeltà e l’apparenza sono più importanti dell’empatia e della benevolenza.