A.160

Nei sogni della tua terra
ho visto aprirsi il mare,
occhi malinconici di donna,
Scilla piangere nel gorgo,
nello specchio d’un orgoglio
infranto, Pirandello svelare
centomila, uno, nessun imbroglio,
in giorni famelici d’autunno
capovolgere la Provvidenza,
Nettuno ingozzarsi di Malavoglia
e nello stridere d’una civetta
tentacoli radicarsi allo scoglio.
Nel mare nero delle tue parole
ho intuito ardere quella guerra
che scialli vestono a lutto,
ricami di faide alle spalle,
una salita erta senza discesa,
sapere di dover lasciare tutto,
partire con l’anima offesa,
strappare infine alla desolazione
una stella d’arancio e ginestra,
che ti segua sempre, come cometa,
a ricordati l’amara bellezza
di chi ti rese esule e poeta.