A un amico greco

Odio la poesia d’amore
i tuoi occhi, il tuo odore
rime e metafore regalate.

Ritrovo qui una parte di tutti
e in tutti la stessa storia
nell’ambulante
nel venditore di storie
nel teatro comunale.

Ho capito l’amore in piazza Maggiore
col disinteresse dei russi
in chi fa la guida e viene ignorata
in chi distrattamente passa
con gli studenti che trovano sollievo ai doveri
nella ragazza che canta.

L’amore sono semplicemente questi piccioni
della città
tanti, indistinguibili e fastidiosi:
tutti li odiano
beati
raccolgono sempre qualche briciola
tubano forte
e se la portano via.