Amore, lo chiami?

Un amore omeopatico,
amore lo chiami?
Dammi del caffè amaro, amore,
senza zucchero, né lacrime,
un caffè macchiato semmai,
fumante d’amore e pensieri.
Non posso perdere le mie vesti
o le mie libertà
ora che sono mie per la prima volta
e non voglio un anello o una certezza,
regalami un fiore piuttosto
che costa meno
e dura quanto basta.
È successo così in fretta,
m’hai travolta come foste in mille,
ma quanti siete davvero, amore?
Qualcuno di voi ha forse fatto lo sgambetto?
Perché io sono inciampata
e ci sono caduta in mezzo,
in mezzo all’amore,
e non fa male, cadere nell’amore,
chiedi, amore?
Non più delle altre volte,
un po’ come una botta in testa
e non sai più che fare,
chi amare o come amare.
Un bacio e passa la paura,
ma se è proprio di un bacio
che ho paura?
Bella fregatura!
Ora voglio solo aspettare
e tornare in me, che non è poco,
perché non posso forzare
o accelerare ciò che par normale,
non ti pare?
Mi compri del gelato
che ho fame d’amore, amore?
Al pistacchio e come vuoi
perché non so scegliere lo sai
e più ci penso e meno so
e meno so e più ci penso,
un vizio il mio, amore,
il vizio d’amare e rimuginare,
ma dimmi, ora, se puoi restare,
se son già pronta ad amare, amore,
ad amare ancora?