Ancora, ancora non so

Potrai avermi a chiedere:
“Che fine hanno fatto le nostre parole?”
Oggi, non avrei da offrirti che
un mazzo di scuse, di questo silenzio,
un cristallo ancora più forte e vivo.
Ti ho vista già, eccoti. In mezzo a
una scura classe tra tanti studenti che ridono,
e qualcuno che in mezzo alla folla chiedeva di te.
Eppure anche allora ne fui distaccato.
Ora ti sento, tra le mura crepate di una stanza
al limite impreciso di ciò che rimane immortale e si sfoca.
Stai tremando
parlando, e delle voglie
le mani ti carezzano. Io sono qui,
sotto una coperta che avvolge il tramonto
e ci assolve tutti a grandi soldatini.

Nasce oggi il nuovo Capitano d’armata:
me lo dice un bimbo sul corso,
sorride.

Tra i pescatori e la piazza fumosa, sei qui, cara,
sei qui tra le onde di questa vita, sei sul carico di queste grandi navi,
sei coperta da un mistero, e cerchi di vendermi
un fiore, e cerchi di venderti al migliore.
Ti basterebbero 5 minuti soltanto,
se tu sapessi leggermi tra le righe
di questa che non sa essere una poesia.
Tutto quello che oggi ho da offrirti
è una melodia infinita, scordata, e irrimediabile.
è tua la storia di ieri, è nostro quel sorriso lontano.
Ti hanno visto fare il giro della giostra
e io ti ho vista, sempre, con gli stessi occhi.
Tu, forse, ancora mi cerchi.
“Per sempre?”
te lo dissi alla fine.
…(di questa poesia)