Chuang-tzu

Sopra, refoli d’aria intrecciarsi
respiri maturi e pietre di sale
risplendenti d’ocra, di sabbia grattante
-secchezza piena.
L’acqua del fondo densa e in stasi
preme scura, incurante
torbido burro ai coltelli di sole.

Ma il tuo posto è il crinale, il bilico,
la Beatitudine del vuoto,
il sospetto dello sguardo che non è sicuro di aver colto.
È lì, sul pelo dell’acqua, che si poggerà il sole e si disperderà in gemme.
Esistere è definire il limite
e saper abitarci.