COMPARSA

Quale sarà il mio ruolo
Sulle assi del palcoscenico?
Io sognavo d’interpretare
Qualche cosa di classico
Importante, basilare
Pieno di passione e di duolo
Mi sono stata a truccare
Per tre ore nel camerino
Ho scartato e riprovato
Sete, taffetà e camicie di lino
Mi sono presentata sulla scena
Col rossetto più acceso
I capelli luccicanti
Le collane di Creso
Invece ho visto il copione
E niente, dopo una breve audizione
M’hanno dato la parte
Di una schiava di Didone
Per cui mi accontento
Della luce riflessa dai lustrini
Mi accontento
Di sfilare in fila indiana
Spargendo ciclamini
Davanti ai passi della primadonna
Mi prostro anch’io alla virtù troiana
Offendo polli arrosti in silicone
Rispetto il dramma della padrona
Con lo sguardo addolorato dal cerone
E una volta in pausa pranzo
Con astuzia, di soppiatto
Ho flirtato con uno stronzo
Perché le rubasse la corona
Ho fregato anche un faretto
E mi sono messa in scena
L’ho indossata
E mentre fingevo
Di essere del destino la sovrana
Ho sentito dalle quinte
La risata cortigiana
Di spettri, macchinisti,
Divi in fotografia,
Fonici, mimi. figuranti
Acrobati in pensione
Ed altri che facevano la spia
Del mio misero premio di consolazione
Carthago delenda est
Ed anche tutta la mia considerazione