Distogliete lo sguardo

Son conati di vomito,
non vezzi né fiori,
questi giochi tetri
di parole insensate.

Né virtù né nobiltà,
o bellezza alcuna,
nel sanguinare
pensieri insensati.

Non salvano, i versi,
chi già muore
scrivendo emorragie
di lamenti insensati.

Non sperate di trovare
né arte né altro,
estranei che sbirciate
l’intimità dei poeti.
Perché non c’è nulla
di bello o di eroico
in chi si contorce
posseduto dal tetano.
Distogliete lo sguardo
da chi non ha chiesto
d’aver fradicio il cuore
di questo male insensato.