Dolcenera

Un battito di cuore
Un battito di porta

Nelle campagne maremmane
Scarlatti gialli e verdi ramarri
Mani d’ardesia si infrangono
Nello spremere dolci pesche acerbe

Negli occhi
Penetra il vento collinare
I papaveri bianchi
A quelli rossi non hanno un cazzo da invidiare

Desidero aspra selvaggina
Una lama affilata che ne spezza la sostanza
Per una bocca vorace
Servono piatti abbondanti
E bicchieri colmi

Desideri e canzoni
Boschi e pratoni
Voglio assopirmi su lenzuola di raso
E dimenticarmi
E dimenticarti

Voglio sogni coscienti
E una vita spensierata

Dall’ignoranza
Consapevole
Desisto
Esisto
Resisto