G.118

Ascoltando cozzare bicchieri,
torcendo la coda alla sera,
assorta e stravolta l’attesa
su tavola nera d’unto e di vino,
abbiamo fatto buon gioco
a viso cattivo,
poi raccontato, sorriso,
per cose non dette,
bottiglie sottratte,
occhiate tradotte
in parole balorde
da un cuore deforme,
finché scolorite le ombre,
abbiamo sudato di brutto,
bevuto, ciarlato di tutto,
tralasciando codardi
quel crudo silenzio
che portavano appeso
come un cadavere
i tuoi dubbi alla fronte.