ho il cuore annodato

 

uno di quegli intrecci che ero solita osservare nei grandi poster enciclopedici per marinai.

pensa che uno di loro condivide il mio stesso sangue.

aveva le unghie sporche di nero, i calli nelle giunture tra il palmo e le dita e soleva osservare il mare con fare distratto, lo sguardo perso all’orizzonte e il cuore in palpitazione.

non credo lui avesse nodi, o quantomeno, essendo un marinaio, chi meglio di lui era in grado di farli e disfarli?

chi conosce il meccanismo dei suoi errori è anche in grado di rimediarvi… ma se l’ulcera che ho nel cuore è lì per mano altrui, come può la vittima del misfatto risanarne i lembi sgualciti?

un po’ come quando, svogliata, mi alzo dal letto e cerco di rimettere a posto gli angoli delle coperte, senza davvero porvi ordine – nascondere la polvere dove questa non è visibile, ecco spiegata la mia strategia.