Holocene

Salticchia a balzi sul ramo
la drupa matura, al solo sfiorarla di questa
tua mano
che ride, ma tiene ancora paura.
Saremmo stati il movimento, il bacio
caduto sotto un concerto, l’obiettivo
sofferto, la parola sentita, e concessa;
-alla luna, se taci, s’avverte un vecchio refrain americano –
Eterni, riportiamo i segni di un concreto passaggio.
Giovani, senza complimento; l’interesse sfinisce nel web,
e la vita s’intrica sfuma si disfa nell’abbagliante
gorgo di pochi, miliardi, di pixels…
.
.
.
“ Ti ho colpita sono Cupido”/ forse dicevi che il cuore ha ceduto?
Il resto, io, l’avrei mai dedicato a nessuno.
Mi fermò a una fontana una parola d’un vecchio,
tardava appena all’immediato e non lo ascoltai.
Forse eravamo davvero, quelli che non vivono,
e si lasciano vivere. (fine)

S.140