IDOLO

Sei il mio mito, il mio idolo

Conservo intatta in camera

Quella tua foto del duemilasei

Col tuo sorriso un po’ frivolo

Pagherei

Per vederti cantare

Per ballare al ritmo delle tue sillabe

Ma non so se al tempo stesso vorrei

Conoscerti di persona, per davvero

Temerei

Che tu abbia i capelli sporchi

Che tu creda agli oroscopi

Che tu nasconda scheletri

Che tu confonda mezzi e scopi

Insomma che tu non rispecchi

L’indicibile bellezza del tuo pensiero

Per cui comunque preferisco

Adorarti da debita distanza

Spiarti da dietro il tuo leggio

In fondo, sei comunque un uomo

E con una pudica mutanda

Aveva vergogne da coprire

Perfino il figlio di Dio