ILLUMINAZIONE

 Mi dissero
 di averti vista
 fuggire di notte
 sulle cime
 delle bianche e fredde
 montagne dell’est.
 Mi dissero
 di averti vista
 nascondere nelle grotte
 delle vergini foreste
 e solitaria tra gli alberi
 spiare gli avventurieri
 che cercarono di carpire
 il tuo segreto.
 Mi dissero
 di averti vista nascere
 tra le dure e silenziose pietre
 dei freschi ruscelli d’inverno.
 Mi dissero
 di averti vista morire
 nelle fogne della città antica
 stuprata
 e ridotta a prostituta
 dai famelici topi incravattati.
 Mi dissero
 di averti catturata
 tra le rovine
 di un tempio decaduto.
 Le vecchie fiabe
 di ogni paese
 parlano di te
 che abiti
 le tetre cavità
 delle querce
 oramai morenti.
 Ed io
 che passai così tante stagioni
 a cercarti
 esplorando gli angoli
 di questo piccolo mondo
 e i pertugi
 di questa mia mente
 alla fine
 ti trovai
 sorridente
 ed assonnata
 dietro una siepe
 distesa ad osservarci
 in quel pomeriggio di primavera
 mentre consumavamo vino
 e parlavamo del niente.