Intaglio

Falso
non c’è nulla nel caos primordiale
nelle geometrie armoniche del cosmo
se non labbra che bevono pezzi di vetro
di un calice ricolmo di vuoti.
E ancora torna quel tempo creduto passato
a rivelarmi ceselli di geometrie scomposte
nelle distanze dell’anima,
e divora il limite col profondo nucleo,
così violento, vero