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invisibile

il dolore invisibile
evapora lentissimo

io, io sono il Ponte di Londra

in infinita pena
impercettibile, impermeabile
immerso, inerme

io, io sono il Tigré due volte depredato

fossile asceso in una sera spenta
spina dorsale della nube spesa
scavalca l’orizzonte

io, io sono l’acrolito

scaglia d’antico guscio, solida e percossa
in caduta irriflessa
assale silente l’istante

io, io sono