J.06

Percorsi molti chilometri.
Molti ancora trascorsi ad aspettare.
Cercando la felicità.
O per lo meno, cosa debba significare.
Qualche volta da solo.
Qualche volta in compagnia.
Sempre da solo
dormito con la malinconia.
E la domanda.
La bellezza dove sta.
Una frase semplice.
Un discorso facile.
Raggiungere qualcosa. Qualcuno.
Cercarsi.
Evitare il dolore.
Salvare una vita.
Accumulare cose,
come fanno i borghesi.
Oppure cantare,
come i grilli
nelle sere d’estate.
Delle cose del mondo,
degli scherzi del tempo.
Di bar e turisti perduti,
amici andati e venuti.
Senza motivo alcuno, cantare.
Con l’anima triste,
gli occhi spaccati e le mani,
le mani vive di speranza.
Comunque cantare,
a te compagno che ti fermi,
che mi leggi sul foglio,
che mi stai ad ascoltare.

N.42