Kurt Cobain

Il mascara aveva disegnato una cometa nera
tra il cuscino e la tua guancia
per liberare la violenza che custodivi
tra le cosce e la spina dorsale

Avevi un occhio del colore del temporale l’altro di un’azteca
E sembravamo gli affamati che avevano assaltato la Bastiglia
o brutte copie di Buster Keaton che piange per un amore perduto
vittoriosi in guerre dove non è rimasto più nulla

Ma di queste cose non parlavamo mai
intuivamo sotto la pelle il pericolo sottile
di volerci mangiare il cuore in silenzio
dopo aver scopato come usciti dal gabbio

E alla fine mentre premevi le ultime gocce di bagliore dai fiammiferi
con malizia mi sono travestito nella tua piccola fiammiferaia
per farti superare tutto questo nero stringendo le tue ossa
fra le mie braccia come Kurt Cobain