La canzone dell’uomo mediocre

È la mia immagine riflessa nello specchio
A guardarmi male
A guardare male le mie azioni

Mi distendo sul letto
Come un uomo mediocre si distende
Con gli occhi chiusi e pesanti
Che spera di dormire
Che vorrebbe dimenticare
Senza farsi male

Se sfoglio il mio passato
Pagine gialle umide
Sporche di polvere e prive di forza
Come le parole che vomito

La canzone dell’uomo mediocre è
Un occhio sempre aperto e splendente
Illuminato esplora la realtà
E lacrima anche se le ciglia lo proteggono
E piange semplicemente perché vede

Non ha rifugi l’uomo mediocre
Di arte non sa farne
Di donne non sa amarne
E se le ama esse non lo amano
E sembra che nessuno lo ami
Il lavoro lo fa sentire stupido
Come collezionare pezzi di carta per fare le cose
E le cose sono cose
La conoscenza sembra non esista
Con tutti i cellulari che oscurano i libri
Ed internet è solo pubblicità
I giorni sono fatti di granelli di sabbia
E si tuffa nella depressione
E si sente debole

L’uomo mediocre impara presto a diventare cieco
Sarà per questo che canta