La mia metà

Guardo alla mia imperfezione.
Ci parlo spesso, a bassa voce,
perché a noi, vecchi amici, piace così.

La mattina mi sveglia accanto al letto
con un foglio scritto sul comodino,
– ovunque sparso, l’odore del nostro legame –
e la sua traccia invisibile colata
sul bordo delle mie lenzuola preferite.

“Non lasciarmi”, si legge a lettere cubitali,
tra le piccole righe di carta spessa
che quasi sorride, come chi
fa gli occhi dolci di mestiere.

E allora io non so respingere
la tua tenera debolezza
e mi chiedo se sia saggio
lasciarmi influenzare dalle tue ragioni
o farti un po’ spazio nelle mie prigioni.

Nel frattempo che una risposta si riveli,
usciamo insieme dalla stanza
per andare al bar a fare colazione.