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Le mani a giumella

    “Co ‘l raggio de l’april nuovo che inonda
    Roseo la stanza tu sorridi ancora
    Improvvisa al mio cuore…”

    Giosuè Carducci, Idillio Maremmano

Stavo ordinando il mio archivio
E ho trovato una nostra foto. Era
La più bella, la più rappresentativa,
Eppure non mi ha smosso nulla.
Sembra passato così tanto tempo
Da allora che i due impressionati
Mi parevano due estranei,
Come i volti stereotipati delle cornici mai usate .

La fitta me l’ha inferta risentire
Una canzone. Versi e melodia
Mi hanno portato indietro,
Quando eravamo due adolescenti
Che passavano le loro giornate
Distesi, indolenti, sui prati.
Oggi bisogna fare, proporre,
Impressionare…Sto cercando
Disperatamente qualcosa
Che mi possa ricordare quel candore,
La purezza di cui si era imbevuti.
Ma è merce così rara oggi una
Persona che cerchi unicamente
L’amore e non le sue implicazioni.

Non ho voglia di espormi come un pezzo
Di carne, cercando la miglior offerente.
Vorrei di nuovo poter dichiarare
Ciò che provo e venir ricambiato,
Senza recitazione, provando
Piacere crescente invece che disprezzo
Più approfondisco la tua conoscenza.
Vorrei cessare di sottomettermi
Alla mia biologia, e squadrare
Ogni puella nella stanza in cui mi trovo
Come un animale in cerca di preda.

Vorrei essere il centro per una persona
Invece che la periferia del mondo
So tutto quello che vorrei,
Ma non ho idea di come ottenerlo