Lurida bandiera

Nelle bianche colline di lapidi e nello stridore di denti
nel marcio della frutta e nel buio di una fogna
nel pianto dell’indifeso e nell’oppressione del pensiero
nel silenzio più angosciante e nell’impotenza di chi sopravvive
nel nero del Califfo e nel nero delle menti
tra gli ammassi di macerie e sui vuoti binari di Birkenau

io lì ti ritrovo,
o fascio littore;

ma nei prati di montagna e nella rugiada del mattino
nel sapore del latte e nel morbido di un cuscino
nell’amore di una ragazza e nella complicità degli sguardi
tra i banchi di scuola e nel bianco di un gabbiano
nelle carezze silenziose e nel volo di un’idea
nel sorriso di un bambino e in tutta la musica del mondo

lì vedo luce, poesia e coscienza
corrodere piano il lurido nero
della mesta tua bandiera