Marittima

Onde di vita non mi disorientano:

è il tuo passo indolente a farmi perdere l’equilibrio

come le tue mani affondano tra le pieghe delle tasche

carene gettate sull’abisso

 

i tuoi denti incidono lune di pece

murici sul collo

la curva della tua schiena è l’allunamento di una vela

acrostolio di legno, vento di bonaccia

 

sei l’infinito svolgersi di un’onda

che non ha riposo

parole gridate a labbra chiuse

che speronano la carne come rostri

 

hai scapole aguzze di riccio di mare

respiro come scheletro di corallo

sei la gravità della luna

che silenziosa corrompe la marea.

 

Solitario passero, pesce d’acqua dolce

resto ferma incastrata nel sartiame;

vento di mare mi arrossa le pupille

e screpola ogni scelta.

F.90