Nadir

Nadir, il deserto di notte.
Risplende l’oceano di stelle,
fresca la brezza che spazza
la sabbia e sospira parole di seta,
la bocca si secca
e son colme le braccia
delle amanti passate,
son calde le guance
di lacrime incarnate,
mentre naufragano sogni
nell’incendio degli astri
che restiamo a guardare.
Nadir, brividi di febbre su pelle.
Ma si sta bene qui.

N.42